Materie oggetto seconda prova scritta e commissari esterni

Sono state annunciate le materie oggetto della seconda prova: nessuna sorpresa per Matematica…

Ecco due indirizzi che mi interessano particolarmente:

INDIRIZZO: TD14 – PROGRAMMATORI PROG. MERCURIO

TITOLO DI STUDIO: DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO AD INDIRIZZO TECNICO

RAGIONIERE PERITO COMMERCIALE E PROGRAMMATORE

PRIMA PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO ESTERNO: INSEGN. NOMINA CLASSI DI CONCORSO

1) ITALIANO (*) SI87 M540 A050

MATERIA OGGETTO DELLA II PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO INTERNO: INSEGN. NOMINA CLASSI DI CONCORSO

- ECONOMIA AZIENDALE M223 M730 A017

ALTRE MATERIE AFFIDATE AI COMMISSARI ESTERNI:

2) MATEMATICA M163 A047 A048

3) INFORMATICA M967 A042

INDIRIZZO: TD00 – GIURIDICO ECONOMICO AZIENDALE

TITOLO DI STUDIO: DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO AD INDIRIZZO TECNICO

RAGIONIERE E PERITO COMMERCIALE

PRIMA PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO ESTERNO: INSEGN. NOMINA CLASSI DI CONCORSO

1) ITALIANO (*) M540 A050

MATERIA OGGETTO DELLA II PROVA SCRITTA AFFIDATA AL COMMISSARIO INTERNO: INSEGN. NOMINA CLASSI DI CONCORSO

- ECONOMIA AZIENDALE M223 M730 A017

ALTRE MATERIE AFFIDATE AI COMMISSARI ESTERNI:

2) MATEMATICA M556 A048

3) DIRITTO SR85 M156 A019

(*) NEL CASO DI INDIRIZZI DI STUDIO SEGUITI NEGLI ISTITUTI CON INSEGNAMENTO IN LINGUA TEDESCA DELLA

PROVINCIA DI BOLZANO, DEVE ESSERE SOSTITUITA CON “TEDESCO”.

NEL CASO DI INDIRIZZI DI STUDIO SEGUITI NEGLI ISTITUTI CON INSEGNAMENTO IN LINGUA SLOVENA DELLE PROVINCE DI

GORIZIA E TRIESTE, DEVE ESSERE SOSTITUITA CON “SLOVENO”

Pubblicato in Esame. 2 Commenti »

Noi che il cubo di Rubik lo abbiamo fatto senza i tutorial

Sì, proprio noi che negli anni settanta (o erano ottanta?) abbiamo perso tempo a far girellare i quadratini colorati fino a quando abbiamo imparato, chissà come, chissà perché, a farli girare in modo tale che il cubo si ricomponesse come nuovo. Noi che non avevamo google, tutoral su youtube e non sapevamo niente di procedure… io mi domando: ma come accidenti abbiamo fatto? Quello sì che era imparare dall’esperienza.
Io mi sono ricomprata il cubo si Rubik e ci ho giocherallato un po’ sperando (insulsamente) di riuscire a recuperare le mie vecchie competenze. Niente da fare: mi sono dovuta sciroppare tutta una serie di oscuri tutorial che mi parlavano di procedure impossibili da memorizzare senza darne un minimo la motivazione, nemmeno per quelle più semplici. E non ne venivo a capo, anche perché dopo due minuti ero già morta di noia.
Finalmente con i video del post precedente ci sono riuscita. Ma, vi confesso, se dovessi rifarlo dovrei di nuovo farmi aiutare in alcuni passaggi.
Dicono che il signor Rubik sia diventato ricco grazie a questo oggetto neanche troppo complicato, dicono che sia il giocattolo più venduto al mondo, dicono che ci siano 43.252.003.274.489.856.000 (profepa, verifica!) possibili facce diverse. Qualcuno dice anche che basta togliere gli adesivi colorati e riappiccicarli nel modo giusto ma questo non si ascolta neanche.
A me piace prendermi anche adesso il tempo di perdere tempo, sentendomi anche un po’ in colpa ma non fa niente. Mi piace vedere come si può muoverne una parte senza rimescolare l’altra e anche quando sembra rimescolata… voilà, il blù torna col blu e il rosso col rosso e ogni cosa al posto suo. Magari funzionasse così anche nella vita.

Il cubo di Rubik





Test disequazioni

test disequazioni con soluzioni

Equivalenze

Continuo all’insegna del disimpegno e propogongo la seguente uguaglianza:

31 oct = 25 dec

Chiedo scusa in anticipo…

Pizza!

Girovagando per la  rete  ho trovato un calcolo di volume carino che vi sottopongo:

Stiamo un po’ scadendo?

Lettura del pensiero?

Scegliete un numero intero di due cifre.

Sottraete da questo numero i valori delle sue cifre.

Eseguite la somma delle cifre del numero ottenuto.

Adesso vi dico che vi sto leggendo nel pensiero e per questo so che avete ottenuto 9.

Ovviamente non ci credete ma… sapete dirmi come è possibile?

Scusate il giochino scemo che conoscerete tutti… ma è tanto per rompere il ghiaccio!

Baci matematici a tutti!

Studiare matematica

Studiare matematica è una roba strana. Studiare matematica è come trovarsi ai piedi di un’altissima e ripida montagna e tentare di raggiungere la cima. Per studiare matematica devi preoccuparti di avere tutto il necessario con te prima di partire: tutte le cose che ti potrebbero servire ben ordinate nello zaino, gli scarponi adeguati ai piedi, gli alimenti per darti forza. Ma non basta: devi aver voglia di farlo, devi aver voglia di faticare, devi avere la curiosità di scoprire dove ti porta il sentiero, non devi aver paura di crepacci o frane, crinali o strade ferrate. Per studiare matematica devi fidarti di chi è passato prima di te: seguire i suoi passi anche se a volte ti annoi e vorresti andare più veloce, anche se vorresti fermarti o passare senza guardare dove metti i piedi. Studiare matematica è penetrare in un posto che non conosci seguendo le orme di qualcuno che ha già fatto il percorso, che ha segnato la strada, che ti mostra le sue scoperte. Studiare matematica è guardare negli occhi il tuo compagno di viaggio per chiedergli se sei sulla strada giusta, a volte vuol dire chiedere a chi è più avanti di te. Studiare matematica è una cosa che puoi fare solo tu, un passo dopo l’altro, per conquistare una cima che non è mai la meta perché dietro ce n’è un’altra e poi un’altra e un’altra ancora. Studiare matematica vuol dire imparare a battere un sentiero andando dietro un sentiero già battuto.

A volte è comodo salire sulla cima con la funivia con le scarpette di cencio. Ma non ti da la stessa soddisfazione, la stessa padronanza del luogo e di te stesso in quel luogo: la capacità di deviare, di trovare nuove strade, di scegliere altre mete dove magari, un giorno far arrivare una funivia.

Studiare matematica è una roba strana: ti fa sentire vivo, ti fa dolere i nuscoli, ti fa sentire uomo, ti fa percepire che puoi affrontare la realtà.

Se potessi, domani, mi iscriverei per la seconda volta a matematica.

Abbracci matematici a tutti.

I favolosi flexagoni!

A parte la loro storia che già è affascinante da quanto sa di gioventù, di strisce di carta avanzata dagli appunti degli università, di mani che cercano qualcosa da fare mentre la testa se ne va per i suoi giri, questi flexagoni sono stati per me una scoperta (scusate la mia ignoranza, profema e profepa e tutti quelli che passano di qui e sono più bravi di me).
Ci voleva un lunedì di un ponte un po’ sprecato, qui in casa a non far niente se non le faccende e un figlio che tutto ha voglia di fare fuori che parlare con la sua mammina adorata. E si sa, le faccende non sono mica così interessanti. Così mi sono messa un po’ al pc. Si vede che il video che ho trovato su quella tipa alla quale la matematica non piace mi ha ispirato. Fatto sta che sono sempre in pigiama ma con ben tre flexagoni accanto! L’unica delusione il grugnito di mio figlio allontanato momentaneamente dai suoi videogiochi dalle urla entusiaste di una mamma stranamente ilare e in pigiama per vedere un flexagono in azione. Io ero felice come davanti a un magnifico tramonto e lui mi guardava come se improvvisamente avesse scoperto di avere una mamma demente…
Ve li consiglio… se avete bisogno di un momento di staccare per un po’ da tutto: droga super leggera!
Questo il link con le istruzioni.

Ma, insomma, a chi la colpa di tutto questo?

Ad Arthur Stone, nato nel 1916  e morto nel 2000.

“Aveva portato (a Princeton) con sé dei raccoglitori di fogli ad anelli della misura standard inglese – è James Gleick che ci racconta come nacque il gioco, nella sua bella biografia di Feynman, Genio – ma i fogli americani che aveva comprato da Woolworth superavano di un pollice la misura del raccoglitore, cosicché si trovò ad avere una provvista di striscioline di carta della larghezza di un pollice, che potevano essere piegate ed attorcigliate formando varie figure. Egli provò a fare delle serie di pieghe diagonali con un angolo di sessanta gradi, che davano come risultato serie di triangoli equilateri. Quindi, seguendo queste pieghe, ottenne da una striscia, un esagono perfetto”.

Ben presto tutta Princeton si trovò a giocherellare con questi ‘cosi’ e si formò anche un comitato con nomi illustri, primo di tutti Feynman e, se andate a cercare diagramma di Feynman, scoprirete che da un giochino è nato qualcosa che ha tutto il sapore di una nuova teoria matematica, fra la topologia e la teoria delle reti.  Magari tra cento o mille anni la riprenderanno tra le mani e servirà per grandi cose… che fenomeno la matematica!

Baci matematici a tutti voi!

Si ricomincia da qui?

Esiti prove INVALSI 2011

Sono stati pubblicati sul sito INVALSI, a cura del Servizio Nazionale di Valutazione, gli esiti delle prove svolte nell’ a. s. 2010/2011.

Confesso di essermi spaventata dalle 193 pagine del rapporto dettagliato e probabilmente ci riproverò guardando con più attenzione il settore che mi interessa da vicino: matematica – secondaria di 2° grado o, come mi sembra di aver capito da una lettura moooolto veloce, il livello 10. Meglio cominciare dalla sintesi!

Buona lettura!

Prova Invalsi 2010/2011 – Matematica

Ecco il testo di matematica , con la  correzione  ufficiale, della prova Invalsi per la seconda classe della scuola secondaria superiore.

Pubblicato in matematica, prova. 2 Commenti »

Commissioni esame di stato 2010/2011

Ecco il link per cercare le commissioni d’esame 2011.

 

Pubblicato in Esame. 4 Commenti »

Filastrocca

 Cosa si cela dietro questa improbabile, anzi -issima, filastrocca?

AI MODESTI O VANITOSI

AI VIOLENTI O TIMOROSI

DO CANTANDO

GAIO RITMO

LOGARITMO

 

Studio di funzione di una variabile

Il giorno della PROVA INVALSI

Stamani ho avuto modo di vedere le reazioni dei miei studenti di seconda alle prese con le prove invalsi di matematica. C’è chi, dal primo momento, si è arreso e  non ci ha provato, c’è chi, animato da buoni propositi, si è trovato in difficoltà con le domande inusuali e si è difeso dicendo che erano domande difficili. Non so come hanno effettivamente svolto la prova, anche se ho passato il pomeriggio a riportare le risposte su una scheda personale per ogni alunno, perchè ero concentrata su altro: mettere la crocetta sul quadratino giusto con grande professionalità! Sembrava di essere in un girone infernale, diversi colleghi in aula magna, a coppie, con un brusio di fondo: D1 a) Vero, D1 b) Falso….D12 a) Vero, D12 b) falso….D30 C

Ma siamo proprio sicuri che non ci fosse un metodo più semplice?

Almeno organizzare la prova (un agevole fascicolo di 16 pagine) con una griglia in cui ogni studente riportava le proprie risposte?

Senza contare che la stessa procedura è stata applicata anche al questionario di notizie relative allo studente!

Mi sento più frustrata dei miei studenti… :-(

Sequenze

Ecco un gioco on line per individuare il termine successivo di sequenze numeriche di varie difficoltà.

Lezioni non stop

Per chi si trovasse in zona, scusandomi per il ritardo della pubblicazione, ecco il programma delle lezioni non stop che si terranno nella notte fra il 1° e il 2 aprile presso il dipartimento di matematica “U. Dini” a Firenze.

Per profema: io, naturalmente, ci sarò solo col pensiero! Punto su di te!

Il linguaggio della matematica 2

Correggendo i compiti oggi pensavo a come è importante chiamare le cose con il loro nome. Se un monomio è chiamato monomio ed un’altra cosa molto simile apparentemente è chiamata polinomio un motivo ci sarà:  se io li confondo allora applico la regola che ho imparato per i monomi ai polinomi e vicieversa. Per forza.

Se penso che alla fine moltiplicazione e addizione siano più o meno la stessa cosa  probabilmente mi ritroverò, prima o poi,  a dire che che 2 per 3 fa 5.

Il segno meno davanti ai numeri? Una sottigliezza inutile.

Le parentesi? Cappottini per riparare dalle correnti che dopo un paio di passaggi si tolgono. Come se stessero arrivando i primi caldi.

I quadretti nei quaderni a quadretti? Una noia mortale: io scrivo su, giù e dove mi pare… poi i numeri andranno da soli al loro posto. E così un quarto diventa quattro e due alla terza ventitre.

Il quadrato di un monomio lo abbiamo spiegato in classe: profe, posso saltare il passagio? profe, devo proprio dire che proprietà applico? profe, io lo sapevo già fare dalle medie! Bene, benissimo: tutti bravi. E al compito fate il quadrato di una somma di due monomi simili come se fosse il quadrato di un monomio… embè?! si assomigliano molto però. Ma se il prodotto non è come una somma, se le proprietà dell’uno non sono necessariamente le proprietà dell’altro, se il monomio non è un polinomio probabilmente è perchè sono diversi, fanno cose diverse, dobbiamo trattarli in modo diverso.

Come se confondessimo un cane con un tavolo.  E soprappensiero portassimo il tavolo a fare i suoi bisognini a giro con un guinzaglio.

Percentuali: scusate la banalità

La percentuale può essere trattata semplicemente come una frazione con denominatore 100: gli appunti sulle percentuali potrebbero finire qui. Magari dopo aver fatto un rapido accenno a come è più facile confrontare variazioni, rapporti etc etc utilizzando frazioni che abbiano tutte lo stesso denominatore: per l’appunto 100.
Ma facciamo qualche esempio:
Se il 30% degli alunni di una classe sono maschi, il 70% (la frazione complementare) sono femmine.
Un prezzo può aumentare del 120% (frazione impropria) ma non può partecipare ad una gita il 120% degli studenti di una classe.
Il 30% di una classe non è detto che sia uguale al 30% di un’altra: è essenziale sapere su chi operano le frazioni (e quindi le percentuali)
Per trovare il 30% del 40% di una certa grandezza devo fare la stessa cosa di quando voglio trovare un terzo di tre quinti.
E così via.

Ora il problema è: sapete operare con le frazioni? Svolgete i seguenti problemi, prima quello con le frazioni  poi quello corrispondente con le percentuali.

1) Un fabbrica ha prodotto 360 pezzi di cui 30 difettosi. Quale frazione rappresentano i pezzi difettosi?

Un fabbrica ha prodotto 360 pezzi di cui 30 difettosi. Qual è la percentuale dei pezzi difettosi prodotti?

2)Determinare i 3/5 di 250.

Determinare il 30% di 2000.

3) Se 2/3 della torta pesa 600g, quanto pesa la torta?

Se il 20% dello zucchero è 60 g, quanto pesa tutto lo zucchero?

4) Se ho mangiato i 4/5 di una torta e il pezzo che resta pesa 30 g, quanto pesava la torta intera?

Se mi hanno fatto uno sconto del 20% e ho pagato l’oggetto 60 euro. quanto costava prima dello sconto?

5) Ho preso i 4/5 di un chilo di farina e ne ho dati i 3/4 della quantità che possedevo ad Andrea: quanta farina mi resta? Che frazione è del pacco intero?

Il 30% di un gruppo di 300 studenti studia inglese. Il 20% degli studenti che studiano inglese partecipa ad un viaggio studio a Londra: quanti studenti partono per Londra? Che percentuale sono dell’intero gruppo?


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.