Auguri

 

Pur non essendo né docente né alunna ma solo una specie di supervisore colgo l’occasione di augurare a Tutti un sereno Natale ed un Felice anno nuovo

Ginnastica mentale?

Scelgo un numero, lo raddoppio e poi sottraggo 1. Ripetendo questo procedimento per altre 98 volte (utilizzando ogni volta il numero ottenuto dalla precedente sequenza di istruzioni), otteniamo il numero 2¹ºº+1. 

Qual è il numero che ho scelto?

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Chi la capisce è bravo

Un numero infinito di matematici entra in un bar. Il primo ordina una birra. Il secondo ordina mezza birra. Il terzo ordina un quarto di birra. Il barista dice “siete degli idioti” e serve due birre. — Zelig Planet

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Compiti per le vacanze

Questi sono i compiti per la classe terza (ricordo che chi mette per primo i risultati di ciascun gruppo di esercizi avrà un… bonus)

Questi i compiti della classe quinta (fate per ultimi i problemi dell’esame di maturità, soffermandosi soprattutto sulla parte teorica, la descrizione del procedimento) Aggiungete tutte le domande aperte che vi ho fatto scrivere nei mesi scorsi e rispondete in otto-dieci righe (su un foglio a protocollo se vi interessa che io le controlli e dia loro una valutazione)

Tra i materiali didattici trovate lo svolgimento dei problemi dell’ esame di maturità e qui avete un esempio di svolgimento con Derive: è il primo problema di massimi e minimi vincolati con il metodo delle linee di livello. (Mancano tutti i commenti e le notazioni che ho lasciato da scrivere a voi)

Per la classe quarta ci sono quei due o tre esercizi sul libro ;-P. In realtà sono una ventina di studi di funzione fino alla ricerca degli asintoti verticali e orizzontali.

Un post per i miei studenti di quinta

Devo confessare che ci sono rimasta malissimo dell’atteggiamento della classe  lunedì scorso. Non mi fa paura una parola di troppo dettata dall’ira, non mi da fastidio la voce grossa di uno studente che ha fatto male un’interrogazione e si arrabbia, mi danno fastidio i borbottii che restano nascosti ed emergono solo nei momenti in cui fa comodo, mi da fastidio la sensazione che uno voglia nascondersi dietro le spalle di qualcun altro e  non voglia assumersi la responsabilità di quello che si dice o si vuol dire alla prof o a qualunque altro. Mi ferisce quando si parla senza mettersi in gioco, senza serenità, sempre sulla difensiva (come vi ho sempre detto) o sull’offensiva (come è stato lunedì). Mi sembrava di essere sempre stata chiara e sincera con voi e speravo che voi avreste fatto lo stesso con me. Avevo creduto di avervi mostrato che ogni mio gesto o parola era per aiutarvi, anche se a volte non era quello che voi volevate sentirvi dire. E questo lo sapevo. Ma speravo che avreste accettato di fare un percorso insieme a me, anche e soprattutto nel vostro interesse.

Non sono riuscita a riprendere il discorso in classe, perché il discorso si riprende per chiarirlo, perché si suppone che da entrambe le parti ci sia volontà di mettersi in gioco. Io credo che la mia posizione sia chiara anche ai vostri occhi e ho paura che voi non vogliate smuovervi di un millimetro. Come vi ho già detto in presenza della preside, io credo di aver fatto tutto quello che penso di dover fare e che so fare per aiutarvi. Con questo, se vi viene in mente qualsiasi altra cosa ditemela.  Certo non può essere rispiegare la lezione del giorno in cui eravate assenti, visto che ogni giorno ci sono un buon numero di assenti: ma davvero non vi viene in mente che dovete aprire il libro, alzare il telefono o utilizzare msn… insomma quello che volete ma che quando siete assenti dovete fare per primi qualcosa voi? E poi si parla di spiegare quello che non avete capito…  E non vi viene in mente che se non capite quando spiego sia colpa vostra?  Perché magari eravate assenti all’ultima lezione, perché non avete fatto i compiti come dovevate, perché non avete chiesto prima i singoli dubbi… perché non avete imparato i termini specifici e le definizioni al momento giusto… perché quando vi pare di aver capito poi non studiate… Non pensate che io non mi metta in gioco: io mi chiedo subito se quello che sto facendo in quella o in questa classe sia la cosa più opportuna: me lo sono chiesto, ho provato a fare diversamente, ho percorso varie strade… perciò tutto quello che la preside diceva era già fatto, ricordate?

Adesso credo che sia giunto il momento in cui ciascuno si prenda la responsabilità delle cose che afferma e soprattutto delle proprie azioni. Occorre guardarci in faccia e decidere se affrontare questi mesi di scuola e l’esame finale stando dalla stessa parte o come nemici: io, per quanto mi riguarda, ho già deciso e ve l’ho detto ancora prima di lunedì. Certo questo non può voler dire che vi do a tutti 8. come non vuol dire che se decidete di vivere tutto questo in opposizione con me vi darò a tutti 4. Credo che il criterio di valutazione resti proprio lo stesso. Sono troppo vecchia per farmi influenzare dai sentimenti. Ma cambieranno le vostre conoscenze e le vostre abilità.

Attendo adesso la vostra risposta. Non quella della classe ma quella di ciascuno di voi singolarmente. Io vi chiedo la presenza alle ore di lezione, lo studio personale, la regolarità nello svolgimento degli esercizi, l’eventuale richiesta di aiuto al momento opportuno, non il giorno prima del compito, e su questioni precise. Queste cose ve le ho sempre dette e in qualche modo, mi sembrerebbe, soprattutto in quinta, inutile dirle.

In più, vi chiedo di inviarmi una mail all’indirizzo di posta che conoscete, o cliccando sulla pagina scrivi a profema, per spiegarmi che cosa vorreste da me che non vi ho dato, per raccontarmi cosa avreste potuto fare e non avete fatto.

Una parte di me dice che tutto questo è inutile. Ma io non le do retta e ci provo comunque. Perché voglio darvi e darmi un’altra possibilità per vivere in maniera serena e proficua questo pezzetto di vita insieme.

Prof.ssa Marlazzi

Il codice

Angelo ha cambiato il codice al lucchetto di una valigia e ai familiari, che gli chiedono la nuova combinazione, dà la seguente risposta:

“E’ un numero divisibile per 9 di 5 cifre tutte diverse; la prima è pari, e la somma della prima cifra con la seconda è 15; la terza cifra è uguale alla differenza tra la prima e la seconda o viceversa se la seconda è maggiore; il prodotto della terza e quarta cifra è uguale alla prima.”

Puoi aiutare i “poveri” familiari di Angelo? Qual è il nuovo codice?

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Cosa non si farebbe…

Raccolta la provocazione: inserisco l’esercitazione sui grafici di rette assegnata stamani. Magari qualcuno mi spedisce le soluzioni? 🙂

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