Prof… non ho capito…

L’immensa proliferazione di scritti sull’insegnamento della matematica potrebbe creare l’impressione che ogni difficoltà incontrata dagli studenti in questa materia dipenda dai professori, e che spetti sempre all’insegnante risolvere i problemi dell’allievo. Certo, i docenti sono pagati anche per questo, ma lo studente ha la sua parte di responsabilità. E’ importante che tu apprenda come imparare la matematica. (…)

Molti studenti sono persuasi che quando ci si blocca su qualche argomento la cosa migliore sia fermarsi, tornare indietro e rileggere la parte incriminata finché non si intravede una luce. (ndr mi sa che qualcuno non fa neanche questo…)

Questo metodo è quasi sempre fatale. La prima regola, come dico sempre ai miei allievi, è proseguire. Ricordati il punto dove ti sei bloccata, non pretendere che sia tutto rose e fiori, e vai avanti. Spesso la frase successiva o il paragrafo seguente ti chiariranno ogni cosa. (… )

Esiste anche un’altra possibilità, dove però è indispensabile l’aiuto del professore.(…) Se ti blocchi su un passaggio matematico è di solito perché non hai capito fino in fondo qualche altra parte della matematica, che viene usata dando per scontato che tu la conosca. (…)

Riassumendo: quando incontri un ostacolo, non preoccuparti e prosegui. Ricordati però dove ti sei bloccata, nel caso il metodo non funzioni. Se non funziona, ritorna dove ti eri fermata e ripercorri i tuoi passi fino a raggiungere un punto fino al quale sei sicura di aver capito tutto. E riprendi da lì.

Ian Stewart     Com’è bella matematica pag.58-60            Bollati Boringhieri

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Che ne dite?

Può capitare di arrivare in quinta e non sapere la differenza tra numero e cifra o tra risultato e soluzione?

Il bernoccolo della matematica

Per “andare bene ” a matematica occorre essere portati per questa materia o, chiunque può riuscire, purchè sia consapevole dei suoi punti di forza e di debolezza?

  

Per cercare una risposta, nell’anno 2000-2001, all’interno di un progetto per le classi prime, abbiamo proposto un Questionario a tutti gli studenti di tali classi ed elaborato i dati raccolti.  Ne è nata così una presentazione in Power Point,  Mate si può, che fu oggetto di discussione con gli studenti coinvolti nel progetto e con le loro famiglie.

Saremo felici di accogliere ogni vostra critica o spunto di riflessione.

“Regoluzze” di Paolo Dagomari

Paolo Dagomari suggerisce procedimenti pratici per ottenere, in modo semplice e rapido, la risoluzione di tanti piccoli quesiti legati alla contabilità della vita mercantile dei suoi tempi. Riconoscete le tre regole  elencate?

  • Se vuoi rilevare molte figure, a ongni tre farai un punto cominciando dalla parte ritta inverso la mancha; e poi dirai tante volte migliaia quanti sono li punti dinanzi.
  • Se vuoi multiplicare numeri c’abbiano zeri, moltiplica le loro figure e ponvi tutti quegli zeri dinanzi.
  • Se vuoli fare raccolte di svariati numeri, scrivi li numeri l’uno sotto l’altro sicchè le figure venghino pari dalla mano diritta

Tratto da  Regoluzze di Paolo dell’Abbaco” . A cura e con introduzione di G. Arrighi – Azienda autonoma del turismo di Prato 1966

Il linguaggio della matematica

Tutti sappiamo che la matematica ha un suo linguaggio specifico. Però molti di voi dicono che un numero è brutto per dire che non è intero, che è pari per dire che è intero, che è più grande di un altro per dire che è maggiore. Invece di dire che avete trovato una soluzione dell’equazione dite che avete trovato il risultato. La parola funzione non sapete ancora cosa significhi… nonostante le pressanti richieste. Giochiamo a scrivere nei commenti tutti i termini matematici che conosciamo: anzi, restringiamo il campo d’azione: come può essere un numero? In altre parole, scriviamo tutti gli aggettivi che si possono attribuire al termine numero (e che abbiano un significato matematico).

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