piegando o parlando di piegare

Non ho avuto molto tempo di costruire origami negli ultimi tempi. Ma stiamo incominciando a parlare di origami modulari, solidi con facce regolari, solidi platonici. Mi sa che quest’anno faremo un bel laboratorio: modulo di Sonobe, modulo di Bascetta e via dicendo. Potremo dimostrare perché i solidi platonici sono solo cinque. O, senza esagerare, potremo darne una spiegazione intuitiva. Potremo costruire il pallone di calcio.  O parlare di opere d’arte  e vedere come si intrecciano Pacioli, Michelangelo, Leonardo, Venezia con i solidi che faremo venir fuori da dei foglietti di carta. Mi piace.

Metto qui un link per _Michelangelo; uno per  i solidi nella storia dell’arte.  Per non scordarmene.

Investigazione, scacchi e matematica

Le facoltà mentali che definiamo analitiche, sono, di per sé, poco suscettibili di analisi. Le apprezziamo unicamente nei loro effetti. Sappiamo fra l’altro che, per chi le possiede in misura straordinaria, costituiscono sempre una fonte di vivissimo godimento. Come l’uomo forte esulta delle sue doti fisiche, dilettandosi di quegli esercizi che chiamano in causa i suoi muscoli, così l’analista si compiace di quell’attività mentale che DISTRICA. Egli trae piacere da qualsiasi occupazione, anche la più banale, purché metta in azione il suo talento. E’ appassionato di enigmi, di rebus, di geroglifici, nel risolvere i quali da prova di ACUMEN che può apparire soprannaturale a un’intelligenza comune. I risultati che egli consegue applicando l’essenza, l’anima stessa del metodo, hanno in realtà tutta l’aria dell’intuizione.

La facoltà di risoluzione è forse molto rinforzata dallo studio della matematica, e in particolar modo dal ramo più nobile di essa che, ingiustamente, e solo a causa del processo a ritroso delle sue operazioni, è stata definita ANALISI, come se lo fosse PER ECCELLENZA. Eppure calcolare non è di per sé analizzare. Un giocatore di scacchi, per esempio, esegue il primo procedimento senza ricorrere al secondo. Ne segue un’interpretazione completamente errata degli effetti che il gioco degli scacchi ha sulla struttura mentale dell’individuo. Non intendo qui scrivere un trattato, ma semplicemente introdurre, con delle osservazioni, fatte molto a casaccio, un racconto un po’ strano; colgo quindi l’occasione per sostenere che le facoltà più elevate dell’intelligenza riflessiva sono messe alla prova più a fondo e con maggiore utilità dal gioco più modesto della dama piuttosto che dall’elaborata frivolezza degli scacchi. In quest’ultimo gioco, dove i pezzi si muovono con mosse diverse e BIZZARRE, secondo dei valori vari e variabili, ciò che è soltanto complesso viene scambiato (errore piuttosto comune) per ciò che è profondo.

Si richiede qui la massima capacità d’attenzione. Distrarsi per un attimo significa commettere una svista da cui deriverà un danno o una sconfitta. Poiché le mosse possibili non sono soltanto molteplici, ma anche complesse, le occasioni per simili sviste si moltiplicano, e nove volte su dieci vince la partita non il giocatore più acuto, ma quello che sa maggiormente concentrarsi.

                                             Edgar Allan Poe., I delitti della Rue Morgue

Test

Inserisco il Test a scelta multipla numeri interi e frazioni che ho assegnato alle classi prime. Se volete provate a rifarlo ed inserite la sequenza delle risposte: vi dirò se è corretta.

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