Terza prova tipologia B: turisti per caso

Ben sapendo che in classe nessuno mi ascolta (anche se, se siamo fortunati, qualcuno mi sente) scrivo qui due o tre fesserie che mi vengono in mente sulla terza prova tipologia B. Così evito di ridire sempre le stesse cose in classe e di costringervi così a leggere il giornale per la noia… (ogni riferimento è ovviamente voluto)

1) Leggere bene bene il testo della domanda, perché una cosa è se qualcuno che ti chiede come andare in piazza del Duomo o se ti chiede di descriverti Piazza del Duomo. O come arrivare in Piazza Stazione. O come entrare a visitare il Duomo.

2) Usare un linguaggio chiaro e preciso, evitando di chiamare piazza le strade,  negozi  le case. Evitando di scambiare la destra con la sinistra, i cani con i passanti. Evitare anche, possibilmente, locuzioni del tipo giurare a destra, o  andare a fritto. Smettetela di pensare che gli altri vi debbano leggere nel pensiero e ricordate che state comunicando qualcosa a qualcuno che sta fuori da voi.

3) Non raccontategli la vostra vita, quello che vi è successo in piazza Duomo, come si fa ad andare alla stazione: il povero turista vuole solo che gli diate due o tre indicazioni chiare  e precise su come arrivare in Piazza Duomo. La guida di Firenze se la comprerà.

E adesso studiate come si arriva in Piazza Duomo, per favore. E in tutti gli altri posti che vi possono chiedere. E cercate di orientarvi nella mappa di Firenze, perché imparare le indicazioni per tutti i luoghi a memoria a seconda di dove ti trovi, non è facile.

 

 

Annunci

La realtà supera la fantasia?

Quando, diversi anni fa’, seguivo alla tv la preparazione agli esami di maturità classica dell’improbabile studente Lorenzo mi divertivo molto. Il tizio, quinta essenza dell’ignoranza, della cialtroneria, cafonaggine, superficialità, incapacità di autovalutazione ma soprattutto il prototipo di colui che non aveva aperto mai un libro, era molto divertente ma troppo “caricaturale”: niente a che vedere con gli studenti reali! Interrogando alcuni miei studenti, alle soglie dell’esame di stato, mi sembra che il divario sia notevolmente ridotto. 😦
Non è che mi tocca rivalutare Lorenzo che almeno aveva grandi passioni, rigorosamente extrascolastiche, quali “a Roma” , “a musica” e “e modelle?”
Nel video che segue, il nostro studente, è alla vigilia della prova di italiano, alle prese  col toto-titolo…Purtroppo non sono riuscita a scovare niente circa Lorenzo e la mate!

La nave sta per raggiungere il porto… ma io dove sono?

Questo è un periodo di chiusura, ognuno si affretta con le sue cose sotto il braccio: compiti, medie, programmi finali. In sala prof è stato allestito un angolo per gli insegnanti delusi, solo per sbattere la testa contro il muro. Quelli perfetti invece hanno già tutto pronto, in cartaceo e su file, proprio come vuole la presidenza. prima ancora che ce lo chieda. Quelli trasparenti si aggirano per i corridoi e la segreteria come se nessuno li vedesse: qualcuno è felice della propria non visibilità, qualcun altro la percepisce come un’offesa. I prof saccenti sparano sentenze su segreteria, presidenza, sindacati, partiti ed anche la Chiesa (che non ci sta mai male). I prof ignoranti si girano dall’altra parte perché non sanno di cosa parlano. I prof giovani sperano di diventare prof di ruolo, quelli vecchi di andarsene in pensione. I prof buoni danno a tutti almeno sei in pagella: quelli cattivi hanno la maggioranza di insufficienze. I prof che non vogliono beghe fanno i prof buoni, i prof che non ce la fanno a dare a tutti la sufficienza fanno i prof cattivi. I prof amati dai ragazzi fanno loro grandi sorrisi, i prof che i ragazzi non sopportano si arrabbiano perché i ragazzi non si impegnano. I prof che non sanno adeguarsi chiedono chiarezza, quelli più elastici si sono abituati all’oscurità.

Tante parole, tanti sospiri.

Sembra impossibile fare la cosa giusta: tutto si contorce e si attorciglia in spirali imperfette.

Ma alla fine troveremo il bandolo della matassa: proveremo a fare la cosa più giusta per loro e sicuramente faremo una cosa che ci sembrerà sensata e ragionevole.

E saremo pronti a settembre a ripartire. Per una nuova avventura.

Che ne dite?

Può capitare di arrivare in quinta e non sapere la differenza tra numero e cifra o tra risultato e soluzione?

Adesso sì… che dianzi no!

Mariastella Gelmini è il nuovo Ministro della Pubblica Istruzione.

Ora non vi resta che convincerla che quello che è necessario alla scuola italiana, è che tutti gli studenti passino a giugno, senza debiti, sospensioni di giudizio o ammennicoli vari. Tanto quello che insegnano a scuola è del tutto inutile.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: