I favolosi flexagoni!

A parte la loro storia che già è affascinante da quanto sa di gioventù, di strisce di carta avanzata dagli appunti degli università, di mani che cercano qualcosa da fare mentre la testa se ne va per i suoi giri, questi flexagoni sono stati per me una scoperta (scusate la mia ignoranza, profema e profepa e tutti quelli che passano di qui e sono più bravi di me).
Ci voleva un lunedì di un ponte un po’ sprecato, qui in casa a non far niente se non le faccende e un figlio che tutto ha voglia di fare fuori che parlare con la sua mammina adorata. E si sa, le faccende non sono mica così interessanti. Così mi sono messa un po’ al pc. Si vede che il video che ho trovato su quella tipa alla quale la matematica non piace mi ha ispirato. Fatto sta che sono sempre in pigiama ma con ben tre flexagoni accanto! L’unica delusione il grugnito di mio figlio allontanato momentaneamente dai suoi videogiochi dalle urla entusiaste di una mamma stranamente ilare e in pigiama per vedere un flexagono in azione. Io ero felice come davanti a un magnifico tramonto e lui mi guardava come se improvvisamente avesse scoperto di avere una mamma demente…
Ve li consiglio… se avete bisogno di un momento di staccare per un po’ da tutto: droga super leggera!
Questo il link con le istruzioni.

Ma, insomma, a chi la colpa di tutto questo?

Ad Arthur Stone, nato nel 1916  e morto nel 2000.

“Aveva portato (a Princeton) con sé dei raccoglitori di fogli ad anelli della misura standard inglese – è James Gleick che ci racconta come nacque il gioco, nella sua bella biografia di Feynman, Genio – ma i fogli americani che aveva comprato da Woolworth superavano di un pollice la misura del raccoglitore, cosicché si trovò ad avere una provvista di striscioline di carta della larghezza di un pollice, che potevano essere piegate ed attorcigliate formando varie figure. Egli provò a fare delle serie di pieghe diagonali con un angolo di sessanta gradi, che davano come risultato serie di triangoli equilateri. Quindi, seguendo queste pieghe, ottenne da una striscia, un esagono perfetto”.

Ben presto tutta Princeton si trovò a giocherellare con questi ‘cosi’ e si formò anche un comitato con nomi illustri, primo di tutti Feynman e, se andate a cercare diagramma di Feynman, scoprirete che da un giochino è nato qualcosa che ha tutto il sapore di una nuova teoria matematica, fra la topologia e la teoria delle reti.  Magari tra cento o mille anni la riprenderanno tra le mani e servirà per grandi cose… che fenomeno la matematica!

Baci matematici a tutti voi!

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Si ricomincia da qui?

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