verso il nuovo ordinamento…

prima prova 2010

Ecco il testo della prima prova pubblicato sul sito della pubblica istruzione.

La lezione del professor Rachinsky

Ho trovato su un blog questo quadro del pittore russo Nikolay Bogdanov-Belsky (1868-1945)

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e ne sono stata conquistata.
Mi piace l’atmosfera, la partecipazione dei ragazzi, il loro impegno nella risoluzione del problema proposto dal professore, la vivacità che traspare dai loro occhi, la voglia di misurarsi, il piacere della sfida e molto altro…

che invidia!!!!

Non sono arrabbiata

Cari studenti,

non sono arrabbiata con voi. Casomai con noi ‘grandi’ che vi permettiamo di comportarvi così. Voi mi fate un po’ tristezza. Si ha l’impressione che passiate il tempo giocando con cose da grandi che credete di tenere salde nelle vostre mani ma che , invece, non sapete maneggiare adeguatamente. Non mi sembra di vedervi lottare per qualcosa in cui credete e per il quale siete disposti a mettervi in gioco: in quel caso, io sarei dalla vostra parte, vi difenderei, proteggerei il vostro diritto. Anche se, magari, non condividessi neanche una virgola delle vostre ragioni.

Ecco, il punto è questo: quali sono le vostre ragioni? Meglio ancora, dov’è la vostra ragione mentre state giù a giocare a carte fumando intorno ad un tavolino o spaparanzati su quelle poltrone che avrete trovato chissà dove? Dov’è la vostra ragione mentre obbedite in un certo modo che a me appare senza ragioni, meccanico o istintivo all’insegnante o al compagno che vi dice cosa fare o non fare? O mentre tirate fuori, illudendovi per una volta potenti, tutta la vostra arroganza nei confronti degli insegnanti?

Vi siete mai chiesti cosa volete davvero dalla scuola? Vi siete mai chiesti che tipo di rispetto chiedete agli insegnanti e quale rispetto siete disposti a dare? E in nome di cosa, darsi e chiedere rispetto?

Questi giorni finiranno e si rientrerà in classe. Si capisce da come li vivete che dopo sarà tutto come prima.

Forse peggio.

Io ho paura che questi giorni non vi abbiano insegnato nulla. Perché voi non c’eravate. Forse c’era il vostro corpo e il vostro cappellino e le vostre casse ma voi no.

E questo è terribile: il tempo che passa senza insegnarci nulla, il tempo che scivola via senza toccarci è la peggiore delle cose.

Che sia una lezione di matematica o una mattinata di autogestione.

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