Non sono arrabbiata

Cari studenti,

non sono arrabbiata con voi. Casomai con noi ‘grandi’ che vi permettiamo di comportarvi così. Voi mi fate un po’ tristezza. Si ha l’impressione che passiate il tempo giocando con cose da grandi che credete di tenere salde nelle vostre mani ma che , invece, non sapete maneggiare adeguatamente. Non mi sembra di vedervi lottare per qualcosa in cui credete e per il quale siete disposti a mettervi in gioco: in quel caso, io sarei dalla vostra parte, vi difenderei, proteggerei il vostro diritto. Anche se, magari, non condividessi neanche una virgola delle vostre ragioni.

Ecco, il punto è questo: quali sono le vostre ragioni? Meglio ancora, dov’è la vostra ragione mentre state giù a giocare a carte fumando intorno ad un tavolino o spaparanzati su quelle poltrone che avrete trovato chissà dove? Dov’è la vostra ragione mentre obbedite in un certo modo che a me appare senza ragioni, meccanico o istintivo all’insegnante o al compagno che vi dice cosa fare o non fare? O mentre tirate fuori, illudendovi per una volta potenti, tutta la vostra arroganza nei confronti degli insegnanti?

Vi siete mai chiesti cosa volete davvero dalla scuola? Vi siete mai chiesti che tipo di rispetto chiedete agli insegnanti e quale rispetto siete disposti a dare? E in nome di cosa, darsi e chiedere rispetto?

Questi giorni finiranno e si rientrerà in classe. Si capisce da come li vivete che dopo sarà tutto come prima.

Forse peggio.

Io ho paura che questi giorni non vi abbiano insegnato nulla. Perché voi non c’eravate. Forse c’era il vostro corpo e il vostro cappellino e le vostre casse ma voi no.

E questo è terribile: il tempo che passa senza insegnarci nulla, il tempo che scivola via senza toccarci è la peggiore delle cose.

Che sia una lezione di matematica o una mattinata di autogestione.

4 Risposte to “Non sono arrabbiata”

  1. lalla91 Says:

    Cara professoressa,
    forse ha ragione, in questi giorni non abbiamo vissuto insieme a scuola con un obbiettivo comune, credo che alla fine si sia dimenticato perchè tutto questo sia iniziato e stato fatto! Abbiamo giocato, abbiamo riso…e alla fine l’unica cosa che ci accumunava era l’aver scelto di frequentare questa scuola..nient’altro…mi ha chiesto cosa ho imparato e penso che in totale siano poche le cose imparate, ho capito che le persone sfruttano certe cose a scopi personali e mi dispiace dirlo ma tutto questo penso che alla fine sia soltanto stata una perdita di tempo che in fin dei conti era quello ke doveva essere per chi ha deciso di iniziare tutto…è stata comunque una bella esperienza, ho conosciuto nuove persone, sono nate belle amicizie e ne sono cresciute altre…è stato interessante giocare a nascondino per la scuola; momenti che da grandi penso che tutti quanti ricorderemo!..ma adesso è giusto prendere le nostre responsabilità tra le mani e continuare a studiare che in fin dei conti è quello che serve veramente a ognuno di noi!

  2. giulina91 Says:

    Prof ha completamente ragione! questi giorni non ci hanno insegnato grandi cose… è stato solo un modo per staccare un pò dalla scuola!!!! secondo noi le ragioni per occupare erano più che valide però l’interesse da parte degli studenti non lo era altrettanto!!!!!! giulia e anna

  3. profema Says:

    carissime giulia, anna, laura ed anto (che so che sempre da qualche parte 🙂 )
    Scusate se non vi ho risposto prima oppure vi ho risposto e poi cancellato: non è facile riprendere il discorso dopo qualche giorno. Siamo tornati a scuola e pensiamo a studiare, come è giusto. Ma un giudizio su ciò che fa la Gelmini, un giudizio sulla scuola, su che cosa noi vogliamo dalla scuola, sul nostro modo di stare a scuola, durante l’autogestione o l’occupazione o le normali lezioni… non potremo provare a darlo insieme?
    E’ una fatica, lo so… ma è la fatica dell’essere uomini. in piedi di fronte alla realtà, con gli occhi aperti e lo sguardo attento, come abbiamo imparato a stare alle lezioni di matematica.

  4. profe3 Says:

    Ecco cosa penso io almeno di un paio di norme della Gelmini.
    Da esperienza personale di questo anno, io insegno e vivo in una classe che ha al posto delle classiche 36 ore di un istituto commerciale, svolge 34 ore di lezione in un Liceo tecnico. Cos’è un liceo tecnico chiederete voi?
    E’ una sperimentazione partita circa 6 anni fa sulle ” nuove” ragionerie e i “nuovi” geometri e consiste sostanzialmente in una revisione del monte orario (con una conseguente riduzione di esso e una ridistribuzione tra materie) Niente lezione il sabato e due rientri pomeridiani. Tutto ciò calza con la “riforma” Gelmini che vuole ridurre i monti orari delle scuole tecniche ma a discapito di cosa? Intanto di matematica se ne fa meno (solo 3 ore settimanali e dunque niente laboratorio) e forse per voi è un bene…
    E poi senza sabato… è una “pacchia”, ma i rientri… cosa succede se state 8 ore quasi filate a scuola? i vostri cervelli ce la fanno? Avrei molte cose da dire ma… aspetto le domande vostre.


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