A che serve la matematica?

Caro studente svogliato, che sai già tutto quello che c’è da sapere, che sai ormai come va il mondo, davvero vuoi sapere a che serve la matematica? La tua domanda non è già una condanna senza appello? O un modo per chiedere altro. Forse vorresti sapere a che serve quella mattinata di scuola, le parole dei professori, la vita tutta… ma questa è una faccenda un po’ complicata.

Voglio provare a risponderti, però: cominciamo dalla matematica. Si comincia sempre da una parte. Supponiamo che non serva a niente, cancelliamola dalla faccia della terra. E con essa tutti i due e i tre che si porta dietro. Immaginiamo la nostra vita come se a nessun uomo fossero mai venuti in mente i numeri. Ma guarda che dobbiamo andare molto indietro, 30.000 anni or sono: nel 2000 a. C. si possono trovare già cose simili ad un libro di matematica (la tavoletta Plimpton 322).

Davvero pensi che i numeri siano facili, ovvi, scontati? Lo sai che ci sono tribù che ancora oggi non conoscono i numeri e non sanno ragionare diversamente dai bambini piccoli per cui esiste solo uno, due e molti? Potrebbe obiettare qualche appassionato di scienze naturali che anche gli animali conoscono i numeri: in realtà, essi distinguono piccole quantità. Esattamente come te: se vedi raggruppati quattro palloncini sai al volo che sono quattro, non devi contarli. Se, però, sono di più devi contarli, magari raggruppandoli in gruppi più piccoli. Non ci credi? Provaci e vedrai. C’è voluto molto tempo e molto studio perché alcuni concetti sembrino così ‘naturali’ anche a coloro che si ritengono avversi alla matematica.

Insomma torniamo a questo mondo senza numeri, in cui ciascuno di noi sa solo la matematica dei topolini. Che c’è di strano? Ah, niente. A parte che il dottore per dirti che devi tornare da lui dopo sette giorni dovrebbe metterti sul palmo della mano sette sassolini e dirti di buttarne via uno ogni volta che viene la luce dopo il buio e di tornare da lui quando sono finiti. A parte che tua madre per dirti di comprare cinque litri di latte dovrebbe farti un bel disegnino con cinque cartoni di latte. E se, nel frattempo hanno cambiato la confezione in comode bottiglie, tu torneresti a casa senza niente. A parte che il custode delle capre, per sapere se sono tornate tutte nella stalla dovrebbe dar loro un nome e fare l’appello. O segnare tante tacche su un bastone, una per ogni capra e alla sera vedere se ci sono tante capre quante tacche. A parte che sarebbe impossibile assegnare gli esercizi di matematica per casa… ma questo non sarebbe un grosso problema, concordo con voi.

Lo vedo, ti ho convinto dell’utilità dei Numeri Naturali.

Ma questo non è niente. La prossima volta proverò a mostrarti la loro bellezza.

7 Risposte to “A che serve la matematica?”

  1. profe3 Says:

    Applausi!!!!
    Profema sei un mito e non aggiungo altro ogni parola risulterebbe senz’altro superflua e soprattutto se ne usassi troppe dovrei contarle e … sarebbe un guaio!
    Continua così, Un bacio Profe3

  2. lalla91 Says:

    WoW professoressa,
    devo dire che con lo scritto rende molto di più che detto a voce (non è che la intimoriamo?!?)..magari posso considerare il fatto che leggere i pensieri delle persone mi piace molto piuttosto che ascoltarli!
    Diciamo che mi ha convinta ancora di più, ecco, questa è l’espressione più giusta perchè già sapevo che i numeri naturali sono indispensabili!
    Adesso non mi resta altro che aspettare la dimostrazione delle loro bellezza…
    buona serata..
    Laura

  3. profema Says:

    Laura… non sarà che da più soddisfazione parlare ad un pc che ad una classe di studenti qualsiasi?

  4. lalla91 Says:

    Bhè almeno il pc siamo sicuri che “cattura” le nostre parole sempre! Però non le capisce, a differenza nostra che, anche se le “catturiamo” poche volte, quelle poche volte nè capiamo il significato 🙂

  5. profema Says:

    Bella risposta! Me la sono meritata…

  6. madmath Says:

    gli studenti non hanno tutti i torti quando affermano che la matematica scolastica è noiosa: dopotutto basta un programma come derive per risolvere il 99% dei problemi dell’intero ciclo scolastico secondario (sapere algoritmico, abitudine mnemonica…); allora perché non iniziare con analisi 1 direttamente in prima liceo? troppo complicata? non credo proprio… (e i tre anni del primo ciclo per assimilare il sapere algoritmico del secondo ciclo…). Pensiamoci sopra…

  7. profepa Says:

    @madmath
    Posso dirti, nella mia esperienza di insegnante di scuola superiore, che tutti gli anni ho la tentazione di “tirare via” sui contenuti aritmetici ed algebrici di base in quanto sono già stati svolti nel precedente ciclo di studi. Tutti gli anni vorrei, a proposito degli insiemi numerici, partire dai razionali dando per scontato i naturali e gli interi relativi. Quando provo a mettere in pratica i miei propositi mi rendo conto di “costruire su macerie”…
    Non mi sembra poi che analisi 1 abbia un approccio così facile. Però rimane una gran voglia di cambiare qualcosa…


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