Una grande idea

Sto correggendo i compiti di terza. Sono esterrefatta da come non gli ho insegnato le disequazioni. Sono dispiaciuta di dover dare loro questi brutti voti. Mi è venuta una grande idea da suggerire a Mariastella Gelmini: distinguiamo tra chi prepara e chi verifica la preparazione, così ci toglie dalle peste di questa compromissione umana (e sovrumana) che ci impedisce di essere oggettivi, che ci fa mescolare l’impegno con la preparazione, che ci fa prendere in considerazione il livello iniziale per valutare i passi percorsi…

Insomma lei deve prendere una decisione: dobbiamo considerare la partecipazione, l’impegno, i passi avanti… in pratica basta che siano stati in classe e così li passiamo o dobbiamo guardare che cosa sanno davvero?

Deve dire ai Dirigenti Scolastici che non possono annoiarci con le ramanzine sul fatto che dobbiamo saperli prendere, che dobbiamo motivarli, recuperarli, capirli, sostenerli, valutare tutto quello che ho scritto sopra… e che, comunque, prima di dare una insufficienza dobbiamo chiederci se abbiamo fatto davvero tutto quello che potevamo, ed allora, e solo allora dare quel benedetto quattro o cinque che sia, e poi , dall’altra parte farci vedere le liste nere, le graduatorie della preparazione dei nostri ragazzi testata da non si sa quali questionari e confrontata malamente con la preparazione dei ragazzi di altre nazioni, continenti… mondi!

Prenda una decisione Ministro,

la prego…

perchè io…

sto perdendo le coordinate !!!!

6 Risposte to “Una grande idea”

  1. profenic Says:

    in effetti anche per la magistratura la figura che indaga è diversa da quella che giudica…

  2. profepa Says:

    Capisco ciò che vuoi dire, ma non penserai mica a prove nazionali e magari studiate dal ministero, VERO?

  3. profe3 Says:

    Sono d’accordo con profepa, ma sono anche convinta che dovremmo avere il coraggio di essere più severi e pretendere di più o il baratro dell’ignoranza ci risucchierà come un buco nero. Se penso agli obiettivi minimi che di anno in anno si restringono e supponendo (notare il supponendo) che vi sia un vincolo di segno sotto il quale non si può scendere (sto correggendo troppi compiti di PL?!!!!) arriveremo a promuoverli solo per presenza e “rimandando il giudizio” anche senza presenza!!!!
    Mi scuso per la poco velata polemica. Buona notte a tutti

  4. profenic Says:

    non pensavo assolutamente a prove ministeriali…avevo in mente piuttosto uno “scambio” tra colleghi di classi parallele: si cerca di andare di pari passo col programma e poi periodicamente (per esempio una settimana al mese) tu interroghi e prepari i compiti in classe per i miei alunni e io faccio altrettanto per i tuoi.

  5. Francesco Says:

    Io farei così:
    1 o 2 volte a quadrimestre il dipartimento prepara una prova comune da far svolgere agli alunni.

  6. profema Says:

    Io, sinceramente, non lo so.
    Tutto quello che avete detto mi sembra ragionevole un istante e privo di senso un istante dopo, dopo che l’ho visualizzato nel contesto della scuola.

    Educare presuppone la libertà.
    Insegnare la volontà e l’impegno di chi vuol imparare e la professionalità di chi insegna.
    Verificare le conoscenze è tutta un’altra storia.

    A me cosa è chiesto?


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