Il linguaggio della matematica

Tutti sappiamo che la matematica ha un suo linguaggio specifico. Però molti di voi dicono che un numero è brutto per dire che non è intero, che è pari per dire che è intero, che è più grande di un altro per dire che è maggiore. Invece di dire che avete trovato una soluzione dell’equazione dite che avete trovato il risultato. La parola funzione non sapete ancora cosa significhi… nonostante le pressanti richieste. Giochiamo a scrivere nei commenti tutti i termini matematici che conosciamo: anzi, restringiamo il campo d’azione: come può essere un numero? In altre parole, scriviamo tutti gli aggettivi che si possono attribuire al termine numero (e che abbiano un significato matematico).

Un problema di Dagomari

Dal Trattato d’Aritmetica di Paolo dell’Abbaco (XIV secolo)

“Uno signore à un suo fante e mandalo nel giardino per 7 mele e dice: tu troverrai 3 portinai che ciascuno ti dirà: io voglo la metà di tutte e due più di quelle che ti rimangnono dopo la divixione. Adomando quante che ne cholxe di prima volendo che ne gli rimanexxe sette. Fà chosì e di’: se questo fante vuole che ne gli rimanga 7, all’ultima porta quante chonviene che n’abbi?”

In altri termini: un signore vuole che il suo servitore gli porti 7 mele dal giardino. Per giungere al melo il servitore deve attraversare tre porte ciascuna delle quali presidiata da un portinaio. Quante mele devono essere raccolte  sapendo che ogni portinaio, al passaggio del servitore, pretende per sè la metà +2 delle mele?

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Dagomari, chi era costui?

Sapete chi era Paolo Dagomari il personaggio da cui ha preso nome il nostro istituto? “Detto “Paolo dell’Abbaco” (1281-1364 circa) matematico di Prato morto a Firenze fu il primo a comporre almanacchi con predizioni, scrisse il “liber de abaco”,da cui il soprannome.” Perché il nome di un istituto per futuri ragionieri è legato ad un matematico, sebbene nato a Prato? La figura del matematico, al tempo in cui egli visse, era polivalente cioè legata a molteplici campi di interesse e di applicazione: egli infatti è ricordato anche come astronomo e astrologo ma soprattutto come fondatore di una fra le scuole d’abaco più famose del tempo, quella sorta nella bottega di Santa Trinita a Firenze.  In questa scuola Paolo dell’Abaco, che ebbe fra i suoi allievi anche Jacopo figlio di Dante Alighieri, insegnò matematica pratica ai futuri mercanti ovvero le tecniche di calcolo allora note con l’ausilio di un solo strumento, l’abaco appunto, una sorta di pallottoliere.

 pallottoliere 

 Nelle scuole d’abaco, private, ma spesso finanziate dai comuni, venivano anche messe a punto nuove tecniche aritmetiche, studiate le proporzioni, ideate regole pratiche per il calcolo di aree e volumi, e coltivato lo studio dell’algebra e della geometria.

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Debito classi terze

Ecco la prova  per il superamento del debito (10/10/07) delle attuali classi terze e la sua correzione .

Senza calcolatrice

Uno dei seguenti numeri è il risultato dell’operazione   333 x 743 x 710 x 352 x 745 x 298.

Quale?  Perchè?

A) 13727978688124880             B) 13727978688124800          

C) 12727978688123000             D) 12727978688124800             

E) 14727978688124836

 

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Soluzione “Verità a giorni alterni…”

Naturalmente avevate risposto correttamente, la risposta giusta è la C: molto bene!! L’unico appunto è quello che dovete cercare di essere più precisi nella spiegazione ( deformazione professionale?).

Analizzando le varie risposte deduciamo che non si tratta di un giorno in cui dice la verità perchè in tal caso la D) è sicuramente sbagliata ma , confrontando la A), la B) e la E) si deduce che almeno un’altra è falsa perchè non possono verificarsi contemporanemante(l’unico numero primo pari , visto che la somma dei suoi amici è un numero pari, è il due ma ci sono almeno tre amici…). Quindi siamo in un giorno in cui mente perciò sicuramente non può dire un’affermazione vera ovvero la C.

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Mercato

Ecco cosa pensa FN del mercato di concorrenza e del regime di monopolio: ditemi voi se è corretto, se c’è qualcosa da aggiungere o modificare o completare, considerando ciò che avete imparato in economia politica.

DEFINIZIONE IN ECONOMIA DI CONCORRENZA PERFETTA E MONOPOLIO…In economia, la concorrenza perfetta è una forma di mercato caratterizzata dall’impossibilità degli imprenditori di fissare il prezzo di vendita dei beni che producono, i quali prezzi derivano esclusivamente dall’incontro della domanda e dell’offerta, che a loro volta sono espressione dell’utilità e del costo marginale. L’impresa non può determinare contemporaneamente quantità e prezzo d’equilibrio del mercato.dal grafico risulta una retta rivolta verso il basso!!!^_^
Il monopolio è una forma di mercato dove un unico venditore offre un prodotto o un servizio per il quale non esistono sostituti stretti, oppure opera in ambito protetto…come viene fatto il grafico nn c’è scritto!!!! O_O
SPERO DI AVER SCRITTO TUTTO…..

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